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| IDG930802284 | |
| 93.08.02284 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Moscarini Anna
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| Riflessioni intorno ad una pronuncia di irrazionalita' della legge e
ad un caso di illegittimita' costituzionale conseguenziale
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| Osservazione a Cons. Stato sez. IV 26 novembre 1991, n. 986
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| Giur. cost., an. 37 (1992), fasc. 3, pag. 2457-2464
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D021430; D0112
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| La nota affronta i problemi dei limiti e della struttura logica del
giudizio di razionalita' della legge e quello della c.d.
illegittimita' costituzionale conseguenziale. Con riferimento al
primo problema viene analizzato l' uso sinonimico dei termini
razionalita' e ragionevolezza, secondo i criteri propri dell' analisi
del linguaggio (soprattutto di tipo pragmatico). Una seconda
questione concerne il ruolo della "ratio legis" quale parametro del
giudizio di razionalita'. In terzo luogo si analizza la struttura
logica del ragionamento seguito dalla Corte per giungere alla
pronuncia di irrazionalita'. Il secondo e distinto problema
affrontato dalla nota concerne l' ipotesi della c.d. illegittimita'
costituzionale conseguenziale. Dopo aver analizzato, sia pur in
estrema sintesi, i principali orientamenti dottrinali, viene accolta
la tesi della "inscindibile connessione logica", che giustifica una
disapplicazione diretta della norma conseguenzialmente illegittima da
parte del giudice ordinario (o amministrativo, come nel caso di
specie). La soluzione viene giustificata in base al particolare
operare della ratio legis nel senso espresso dal brocardo "cessante
ratione legis, cessat et ipsa lex".
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