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| IDG930902382 | |
| 93.09.02382 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Baratta Roberto
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| Su una decisione della Corte di giustizia delle comunita' europee in
tema di frode in commercio
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| Osservazione a CGCE 4 giugno 1992 (cause riunite 13/91 e 113/91)
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| Cass. pen., an. 32 (1992), fasc. 11, pag. 2845-2846
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D531; D8711
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| La sentenza in esame si e' inserita, ai sensi dell' art. 177 del
Trattato CEE in due procedimenti penali per frode in commercio di
sostanze alimentari a carico di un cittadino francese legale
rappresentante di una societa' che importa in Italia un tipo di birra
contenente anidride solforosa in misura superiore a quella consentita
della legislazione italiana. Secondo la Corte di Giustizia, la
normativa italiana, che vieta di porre in commercio birra contenente
anidride solforosa superiore ad una data quantita', ha effetto
equivalente a restrizioni quantitative vietate dall' art. 30 del
Trattato CEE ed e' non giustificata da ragioni di tutela della salute
pubblica ai sensi dell' art. 36 del medesimo Trattato. Il giudice
pertanto deve disapplicare tale normativa. Nel caso esaminato, l'
imputazione del cittadino francese e' destinata a cadere.
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| art. 4 lett. c l. 16 agosto 1962, n. 1354
art. 30 Tr. CEE
art. 36 Tr. CEE
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