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| IDG930902393 | |
| 93.09.02393 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Di Nicola Paola
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| Sulla punibilita' dei fatti di interesse privato in atti d' ufficio
commessi prima della l. 86/1990
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| Osservazione a Cass. sez. VI pen. 26 aprile 1991
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| Cass. pen., an. 32 (1992), fasc. 12, pag. 3021-3023
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D51113; D5001
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| La massima annotata concerne il problema dell' individuazione della
disciplina normativa da applicare ai reati contro la p.a. commessi
dai pubblici ufficiali sotto il previgente sistema. Ponendosi nella
linea indicata dalle sezioni unite della Cassazione, pervengono alla
conclusione che la l. 86/1990 non ha prodotto una generalizzata
"abolitio criminis" delle precedenti ipotesi di interesse privato,
abuso innominato e peculato per distrazione, ma ha comportato una
successione di norme incriminatrici ex art. 2 comma 3 c.p., allorche'
sia verificata, sulla base di determinati criteri, la sussistenza
della continuita' tra vecchie e nuove fattispecie. L' A. solleva
dubbi di carattere teorico circa quest' impostazione
giurisprudenziale, che rischia di mettere in crisi il principio dell'
irretroattivita' della legge penale.
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| art. 13 l. 26 aprile 1990, n. 86
art. 20 l. 26 aprile 1990, n. 86
art. 2 c.p.
art. 323 c.p.
art. 324 c.p.
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| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
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