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202751
IDG930902398
93.09.02398 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Cottinelli Vincenzo
Il controllo del rumore negli ambienti di lavoro fra vecchia e nuova disciplina: un passaggio delicato
Nota a Cass. sez. III pen. 18 marzo 1992
Cass. pen., an. 32 (1992), fasc. 12, pag. 3126-3130
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D777; D5001; D541
La Corte e' stata chiamata a decidere se il reato di cui all' art. 24 d.p.r. 303/1956, contestato all' imputato, fosse stato modificato o abrogato per il sopravvenire del d.lg. 277/1991. La Corte ha affermato che la nuova normativa integra e rafforza quella di cui al d.p.r. 303/1956, abrogandone solo parzialmente l' art. 24. Implicita e' la conseguenza "che la penale responsabilita' dell' imputato debba essere confermata anche alla luce della nuova normativa, perche' risulta provata la grave negligenza nella mancata adozione delle misure atte a contenere scuotimenti, vibrazioni e rumori". L' A. affronta ulteriori e piu' complesse questioni che si pongono in ordine all' applicazione della nuova normativa sul rumore, sia sotto il profilo della successione di leggi penali sia in generale.
art. 24 d.p.r. 19 marzo 1956, n. 303 art. 41 d.lg. 15 agosto 1991, n. 277
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