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| IDG930902411 | |
| 93.09.02411 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Ferraro Angelo
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| Osservazioni in tema di termini di durata delle indagini preliminari
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| Nota a Cass. sez. I pen. 6 luglio 1992
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| Cass. pen., an. 33 (1993), fasc. 1, pag. 103-106
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D62; D68
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| La sentenza annotata affronta due questioni interpretative di rilievo
poste dall' art. 406 c.p.p.: la possibilita' d' impugnare o meno con
ricorso per cassazione l' ordinanza con la quale il GIP, all' esito
del procedimento camerale previsto dall' art. 406 comma 5, respinga
l' ordinanza di proroga del termine fissato per le indagini
preliminari, questione risolta dalla sentenza nel senso della
possibilita' d' impugnare il provvedimento de quo; la possibilita' di
ritenere ricorribile per cassazione l' ordinanza autorizzativa della
proroga emessa in camera di consiglio dal GIP ex art. 406 comma 4
c.p.p., quesito risolto anch' esso dalla sentenza in favore della
ricorribilita'. L' A. fa riferimento alle posizioni tutt' altro che
pacifiche di dottrina e giurisprudenza con riguardo alle
interpretazioni prospettate nella sentenza annotata, sulle quali
"sembrano gettare ombre ulteriori le previsioni della novella recata
dall' art. 6 d.l. 306/1992". Secondo l' A., peraltro, e' tutto il
meccanismo della proroga dei termini per le indagini che suscita
perplessita', sia sotto l' aspetto pratico che sotto un profilo piu'
strettamente teorico.
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| art. 6 d.l. 8 giugno 1992, n. 306
l. 7 agosto 1992, n. 356
art. 127 c.p.p.
art. 406 c.p.p.
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