| 202766 | |
| IDG930902413 | |
| 93.09.02413 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Randazzo Ettore
| |
| I limiti minimi della pena e la diminuente del patteggiamento
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Nota a Cass. sez. I pen. 3 luglio 1991
| |
| Cass. pen., an. 33 (1993), fasc. 1, pag. 120-122
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| D50124; D62; D68
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Il quesito affrontato dalla Corte nella decisione annotata concerne
la possibilita' che per effetto del patteggiamento ex art. 444 c.p.p.
si applichi una pena inferiore ai limiti minimi di cui all' art. 67
c.p. La Corte, premesso che "le soluzioni interpretative in ordine
alla problematica suscitata dalla diminuente ex art. 444 c.p.p.
devono armonizzarsi con le regole di diritto sostanziale",
specificatamente quella di cui all' art. 67 c.p., deduce senza
ulteriori approfondimenti che la pena non possa essere applicata in
misura inferiore al quarto. L' A., nel valutare la fondatezza di
questa opinione, ritiene inammissibile, perche' vietata dal principio
di legalita', l' analogia tra attenuanti e diminuenti applicata al
caso in esame. Afferma pertanto che la diminuente di cui all' art.
444 c.p.p. va applicata sulla pena gia' determinata per effetto delle
riduzioni conseguenti alla ricorrenza di circostanze attenuanti,
anche se quella che in concreto ne risulti sia inferiore al limite
minimo imposto dall' art. 67 c.p.
| |
| art. 67 c.p.
art. 444 c.p.p.
| |
| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
| |