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| IDG930902415 | |
| 93.09.02415 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Squarcia Emanuele
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| Brevi note in tema di chiamata di correo riscontrata
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| Nota a Cass. sez. VI pen. 17 ottobre 1990
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| Cass. pen., an. 33 (1993), fasc. 1, pag. 135-138
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D6148; D68
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| L' A. prende in esame il problema della qualificazione della chiamata
di correo in base all' art. 192 comma 3 c.p.p. Si chiede quali siano
la direzione e la portata che devono avere le dichiarazioni dell'
imputato sulla colpevolezza di un altro soggetto per integrare la
nozione riportata, in particolare se il chiamante debba
preventivamente ammettere la propria responsabilita' o sia
sufficiente l' accusa di altri unitamente alla propria discolpa.
Secondo l' A., dal tenore della decisione in esame e alla luce dell'
art. 192 c.p.p., il quale chiarisce che la chiamata di correo deve
essere valutata insieme agli altri elementi di prova, emerge che la
chiamata di correita' e' valida fonte di convincimento del giudice
nel giudizio di responsabilita', solo se risulta "confortata da altri
elementi di prova che ne confermano l' attendibilita'". L' A.
chiarisce in che cosa debbono consistere questi ulteriori elementi
per poter dar luogo a una prova ai sensi della norma citata.
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| art. 192 c.p.p.
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