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203134
IDG931502781
93.15.02781 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Giampietro Franco
Rifiuti e materie prime secondarie: le sezioni unite rimandano la palla al legislatore
Nota a Cass. sez. un. pen. 27 maggio 1992, n. 5
Riv. giur. ambiente, an. 7 (1992), fasc. 3, pag. 639-648
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D18801; D539
Secondo la sentenza in commento, alle materie prime secondarie continua ad applicarsi la normativa di cui al d.p.r. 915/1982, fino a quando non saranno emanate le norme di cui ai commi 4 e 6 dell' art. 2 l. 475/1988. Quindi solo dopo che il Governo avra' adottato l' atto di indirizzo e coordinamento e le Regioni avranno approvato la legislazione attuativa. A questo punto, quando l' art. 2 cit. sara' integralmente attuato assumeranno rilievo le eccezioni di costituzionalita', gia' sollevate, e il sistema legislativo potra' crollare perche' viziato di incostituzionalita'. Non resta che imboccare la strada offerta dalla CEE, conclude l' A., con la Direttiva 91/156 e, all' occorrenza, con la Direttiva 91/689.
d.p.r. 10 settembre 1982, n. 915 art. 2 comma 4 l. 9 novembre 1988, n. 475 art. 2 comma 6 l. 9 novembre 1988, n. 475



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