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| IDG931502782 | |
| 93.15.02782 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Paone Vincenzo
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| Il rifiuto e la materia prima secondaria dopo la sentenza del 27
maggio 1992 delle sezioni unite della Cassazione
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| Nota a Cass. sez. un. pen. 27 maggio 1992, n. 5
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| Riv. giur. ambiente, an. 7 (1992), fasc. 3, pag. 649-658
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D18801; D539
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| La sentenza annotata afferma che per rifiuto deve intendersi
qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si disfi,
indipendentemente dall' "animus delinquendi". Le materie prime,
pertanto, non sono una categoria autonoma e alternativa di rifiuti.
Non essendo applicabile la l. 475/1988, in assenza della necessaria
normativa di dettaglio, anche alle materie prime secondarie dovra'
essere applicata la disciplina generale sui rifiuti del d.p.r.
915/1982. L' A. affronta il tema del concetto giuridico di rifiuto,
attraverso l' approfondimento degli indirizzi "oggettivo" e
"soggettivo"; espone le ragioni per cui ritiene non convincente la
sentenza in commento; esamina criticamente la questione posta dalla
sentenza di punire allo stesso modo chi smaltisce rifiuti e chi
riutilizza le materia prime secondarie reimmesse nel ciclo produttivo
tal quali, senza cioe' un previo trattamento.
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| d.p.r. 10 settembre 1982, n. 915
l. 9 novembre 1988, n. 475
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