| Un processo viene iniziato dal Collegio dei notai di Vicenza nel
maggio 1596 contro un notaio di palazzo, colpevole di aver
trasgredito alle norme sociali e alle regole di comportamento del
ceto nobiliare. Il notarismo vicentino tra cinque e seicento si
caratterizza per l' estrema peculiarita' dello status dei suoi
membri, per l' organizzazione e per i privilegi di cui gode. Una
parte degli appartenenti al collegio notarile, pero', durante il
cinquecento ha visto ridimensionata la propria posizione
economico-sociale, ed e' stata percio' costretta a trovare
occupazioni non sempre all' altezza del proprio ceto. La vera
questione, per i notai, era quella di far valere quei diritti che,
almeno in via teorica, li ponevano alla pari col resto del ceto
dirigente nella distribuzione della cariche di potere. Percio', di
fronte alle critiche di coloro che guardavano con sospetto al
notariato, considerandolo un pregiudizio per la nobilta', il ceto
notarile interveniva anche pesantemente sulla vita privata dei suoi
componenti, per difendere la corporazione da atteggiamenti che
potessero portare disonore alla sua immagine.
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