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204651
IDG930204298
93.02.04298 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Bisazza Giancarlo
Notai tristi e notai sufficienti. Il ceto notarile di Vicenza tra cinque e seicento
Soc. e storia, an. 16 (1993), fasc. 59, pag. 3-33
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
S7093; D96901
Un processo viene iniziato dal Collegio dei notai di Vicenza nel maggio 1596 contro un notaio di palazzo, colpevole di aver trasgredito alle norme sociali e alle regole di comportamento del ceto nobiliare. Il notarismo vicentino tra cinque e seicento si caratterizza per l' estrema peculiarita' dello status dei suoi membri, per l' organizzazione e per i privilegi di cui gode. Una parte degli appartenenti al collegio notarile, pero', durante il cinquecento ha visto ridimensionata la propria posizione economico-sociale, ed e' stata percio' costretta a trovare occupazioni non sempre all' altezza del proprio ceto. La vera questione, per i notai, era quella di far valere quei diritti che, almeno in via teorica, li ponevano alla pari col resto del ceto dirigente nella distribuzione della cariche di potere. Percio', di fronte alle critiche di coloro che guardavano con sospetto al notariato, considerandolo un pregiudizio per la nobilta', il ceto notarile interveniva anche pesantemente sulla vita privata dei suoi componenti, per difendere la corporazione da atteggiamenti che potessero portare disonore alla sua immagine.
Ist. storia del diritto - Univ. MI PV



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