| L'A., chiedendosi se la sociologia delle relazioni internazionali sia
un nuovo campo d' indagine scientifica, ne ricostruisce i diversi
approcci interpretativi nel corso dei secoli, per giungere, infine,
ad individuare quali potrebbero essere i principi cui sarebbe
opportuno che tale disciplina si ispirasse. Viene inizialmente
dimostrato come la sociologia da un lato e le relazioni
internazionali dall' altro, abbiano trovato ampio spazio nelle
discussioni storico-filosofiche fin dall' antica Greca e come, nel
Medioevo, esse siano state oggetto di un ulteriore, benche' generico,
approfondimento: E' quindi evidenziato come nel Rinascimento tale
settore abbia avuto come centro di indagine soprattutto la sete di
potere dell' uomo (impersonato dal Principe di Macchiavelli), mentre,
nel XVII secolo e nell' Illuminismo tale analisi si sia estesa anche
al campo del diritto internazionale e della storia diplomatica. L' A.
dimostra, inoltre, che il XIX secolo vede al centro dell' attenzione
degli studiosi l' analisi sociologica, intesa come analisi dei
conflitti, interpretati sia in modo ottimista (da conflitti violenti
a scontri puramente ideologici), sia pessimista (il conflitto come
espressione darwiniana di un' ineluttabile selezione razziale). L' A.
illustra infine il nuovo approccio pragmatico delle relazioni
internazionali, introdotto dalla "Carnegie Endowment for
International Peace" e dalla "Brookings Institution", sottolineando
la delicatezza di un settore d' indagine che, per l' influenza che
puo' avere sulla formazione del consenso politico, dovra', comunque,
tenere presente, nella sua futura evoluzione, i risultati di una
attenta riflessione sui principi etici.
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