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211805
IDG940904136
94.09.04136 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Casaroli G.
Reati fallimentari (Utilizzabilita' della relazione del curatore fallimentare
Nota a Cass. sez. V pen. 21 settembre 1992
Riv. Trim. Dir. Pen. Ec., an. 6 (1993), fasc. 4, pag. 1355
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D31352; D614
L' A. mostra di condividere la massima esaminata, secondo la quale, essendo la relazione del curatore fallimentare diretta al giudice delegato, e' da escludere che essa costituisca di per se' notizia di reato e che, quindi, faccia scattare l' obbligo di riferire al P.M. ex art. 347 c.p.p. Esaminata la questione alla luce del vigente codice di procedura penale, l' A. concorda con la conclusione della Suprema Corte, secondo la quale la relazione stessa costituisce unicamente un documento ai sensi dell' art. 234 c.p.p. e, in quanto tale, e' acquisibile e utilizzabile come prova, nei limiti dell' attivita' di accertamento di spettanza del curatore.
art. 33 l. fall. art. 234 c.p.p. art. 347 c.p.p.
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