| L' indagine ha per oggetto il ruolo del Parlamento nell' elaborazione
e nell' attuazione della manovra con cui il Governo Amato si e'
proposto di razionalizzare la spesa pubblica in tema di sanita',
pubblico impiego, previdenza e finanza territoriale (prescindendosi,
necessariamente, dall' analisi dei contenuti della manovra in
questione). Anzitutto, viene esaminato l' iter parlamentare della
legge delega 23 ottobre 1992, n. 421, nel corso del quale il Governo
ha posto ripetutamente la questione di fiducia sull' approvazione dei
quattro mega-articoli del disegno di legge, al fine di vincere l'
ostruzionismo di parte delle opposizioni e, soprattutto, di
preservare la sostanza della manovra. Si e' osservato, al riguardo,
come le Camere abbiano comunque accresciuto i principi e criteri
direttivi della legge delega, e come esse abbiano arricchito le norme
sulle modalita' di attuazione della stessa delega prevedendo il
parere delle Commissioni parlamentari sugli schemi dei decreti
legislativi e la facolta', per il Governo, di correggere la
disciplina adottata "in prima battuta", attraverso decreti
legislativi "correttivi". Proprio al ruolo delle Camere nel
procedimento di attuazione della legge delega si e' dedicata
specifica attenzione, attraverso l' esame delle modalita' di
intervento delle Commissioni parlamentari sugli schemi dei decreti
legislativi; in particolare, si sono evidenziati i tempi ristretti
nei quali sono stati espressi i pareri parlamentari e i problemi di
competenza originati dalla trasmissione degli schemi dei decreti
legislativi. Quindi si e' osservato l' atteggiarsi dei rapporti
maggioranza-opposizione nelle Commissioni chiamate ad esprimere il
parere sui decreti legislativi, riscontrandosi una contrapposizione
piu' marcata rispetto a quella usuale in tale procedura; si e' dato
conto delle caratteristiche formali dei pareri espressi; e si e'
infine svolta qualche considerazione relativamente all' effettiva
incidenza dei pareri sul testo dei decreti legislativi adottati dal
Governo. Quanto all' autorizzazione ad emanare decreti legislativi
correttivi, si e' rilevata la limitata finalita' con cui essa era
stata prevista in sede di approvazione della legge delega; al
contrario, da una sommaria indagine sulla sua applicazione, e'
risultato che il meccanismo correttivo e' stato ampiamente
utilizzato, specialmente dal Governo Ciampi. Si e' poi ritenuto
opportuno dedicare qualche considerazione alla vicenda della c.d.
delega di pieni poteri per l' emergenza economica, anche al fine di
porre a confronto il ruolo non trascurabile svolto dalle Camere nell'
attuazione della l. 421/1992, con quello, invero quasi nullo, che
sarebbe loro spettato, in ipotesi, in caso di approvazione del
disegno di legge "di pieni poteri". In sede di considerazioni
conclusive, si e' cercato di distinguere, nell' ambito delle
peculiarita' che hanno caratterizzato i principali istituti
interessati dal procedimento in esame, gli elementi che sembrano
rispondere ad un' evoluzione di lungo periodo da quelli che
costituiscono il frutto di una provvisoria "forzatura" degli stessi
istituti. Al riguardo, si e' ritenuto che la delega legislativa si
presti ad essere piu' intensamente utilizzata anche nei prossimi
anni, in quanto si e' dimostrata un valido strumento per condurre in
porto, in tempi ragionevoli e senza eccessivi stravolgimenti, una
manovra assai delicata e nel contempo essenziale per l' attuazione
del programma di Governo. Invece, il ripetuto ricorso alla questione
di fiducia sul disegno di legge delega puo' probabilmente farsi
rientrare tra gli aspetti patologici, dipendendo in larga misura dal
particolare assetto proprio dei rapporti maggioranza-opposizione e
Governo-Parlamento nel corso dell' XI legislatura. Quanto infine al
parere parlamentare sugli schemi dei decreti legislativi, si sono
formulate alcune proposte de iure condendo, volte ad adeguare tale
istituto, che ha assunto molte delle sue caratteristiche attuali
nella seconda meta' degli anni '70, alle esigenze di una forma di
Governo con connotazioni maggioritarie sempre piu' accentuate.
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