| Le relazioni tra politica e amministrazione costituiscono, in tutte
le democrazie liberali, un punto problematico di tensione. L'
amministrazione, infatti, da un lato e' soggetta alle istituzioni
politiche democraticamente elette e, dall' altro, deve essere
neutrale e imparziale. Il saggio, dopo aver richiamato le chiavi di
lettura (giuridica, sociologica e di scienza dell' amministrazione) e
i modelli teorici del rapporto politica-amministrazione (separazione,
osmosi e interconnessione), analizza il modello italiano. Innanzi
tutto, vengono ripercorsi il quadro costituzionale e l' evoluzione
legislativa fino agli anni '80. Poi, sono descritte le riforme che, a
cavallo degli anni '90, hanno cercato di valorizzare il ruolo
autonomo della burocrazia in alcuni settori come enti di previdenza,
enti locali e servizio sanitario. Infine, si passa all' analisi del
d.lg. 29/1993, che delinea un modello nuovo di rapporto
politica-amministrazione, con valenza tendenzialmente generale, per
tutte le amministrazioni pubbliche. Il principio di base e' la
transizione da un assetto concreto di sovrapposizione della politica
sull' amministrazione ad una sostanziale distinzione fra i due poli.
Piu' in particolare, si distingue fra indirizzo e controllo, affidati
agli organi politici, e gestione, affidata alla burocrazia. Senonche'
il nuovo assetto, agevole da delineare in teoria, si rivela poi di
piu' difficile costruzione nella pratica. Altri temi di fondo della
riforma sono il collegamento tra indirizzo e bilancio delle
amministrazioni, il controllo sui risultati di gestione e la
transizione del rapporto fra organi politici e burocrazia dallo
schema gerarchico a quello della direzione. Infine, residua il nodo
della nomina "politica" dei massimi vertici burocratici. All' analisi
giuridica della riforma segue una indagine sulla composizione
sociologica dell' alta burocrazia: area territoriale e sociale di
origine, formazione culturale, eta', grado di integrazione con il
corpo politico e, piu' in generale, con la classe dirigente del
Paese. Infine, e' descritto il ruolo della burocrazia italiana nella
elaborazione e realizzazione delle politiche pubbliche, confrontando
i risultati delle analisi tradizionali e di quelle piu' recenti
condotte in materia. Il saggio si chiude illustrando le tre
condizioni necessarie perche' la riforma del rapporto fra politica e
amministrazione possa produrre, sia pure in tempi non brevi, frutti
apprezzabili: una riforma costituzionale che recepisca, al piu' alto
livello dell' ordinamento, i nuovi canoni istituzionali ed
organizzativi; la diffusione e penetrazione effettiva del nuovo
modello in tutti gli ordinamenti settoriali dell' amministrazione; l'
avvio di un processo di trasformazione sociologica e culturale della
dirigenza pubblica in Italia.
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