Banche dati professionali (ex 3270)
Stampa giuridica

Documento


212079
IDG941204410
94.12.04410 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
D' Orta Carlo
La riforma della dirigenza: dalla sovrapposizione alla distinzione fra politica e amministrazione?
Riv. trim. dir. pubbl., (1994), fasc. 1, pag. 151-208
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D143; D1724; D1723
Le relazioni tra politica e amministrazione costituiscono, in tutte le democrazie liberali, un punto problematico di tensione. L' amministrazione, infatti, da un lato e' soggetta alle istituzioni politiche democraticamente elette e, dall' altro, deve essere neutrale e imparziale. Il saggio, dopo aver richiamato le chiavi di lettura (giuridica, sociologica e di scienza dell' amministrazione) e i modelli teorici del rapporto politica-amministrazione (separazione, osmosi e interconnessione), analizza il modello italiano. Innanzi tutto, vengono ripercorsi il quadro costituzionale e l' evoluzione legislativa fino agli anni '80. Poi, sono descritte le riforme che, a cavallo degli anni '90, hanno cercato di valorizzare il ruolo autonomo della burocrazia in alcuni settori come enti di previdenza, enti locali e servizio sanitario. Infine, si passa all' analisi del d.lg. 29/1993, che delinea un modello nuovo di rapporto politica-amministrazione, con valenza tendenzialmente generale, per tutte le amministrazioni pubbliche. Il principio di base e' la transizione da un assetto concreto di sovrapposizione della politica sull' amministrazione ad una sostanziale distinzione fra i due poli. Piu' in particolare, si distingue fra indirizzo e controllo, affidati agli organi politici, e gestione, affidata alla burocrazia. Senonche' il nuovo assetto, agevole da delineare in teoria, si rivela poi di piu' difficile costruzione nella pratica. Altri temi di fondo della riforma sono il collegamento tra indirizzo e bilancio delle amministrazioni, il controllo sui risultati di gestione e la transizione del rapporto fra organi politici e burocrazia dallo schema gerarchico a quello della direzione. Infine, residua il nodo della nomina "politica" dei massimi vertici burocratici. All' analisi giuridica della riforma segue una indagine sulla composizione sociologica dell' alta burocrazia: area territoriale e sociale di origine, formazione culturale, eta', grado di integrazione con il corpo politico e, piu' in generale, con la classe dirigente del Paese. Infine, e' descritto il ruolo della burocrazia italiana nella elaborazione e realizzazione delle politiche pubbliche, confrontando i risultati delle analisi tradizionali e di quelle piu' recenti condotte in materia. Il saggio si chiude illustrando le tre condizioni necessarie perche' la riforma del rapporto fra politica e amministrazione possa produrre, sia pure in tempi non brevi, frutti apprezzabili: una riforma costituzionale che recepisca, al piu' alto livello dell' ordinamento, i nuovi canoni istituzionali ed organizzativi; la diffusione e penetrazione effettiva del nuovo modello in tutti gli ordinamenti settoriali dell' amministrazione; l' avvio di un processo di trasformazione sociologica e culturale della dirigenza pubblica in Italia.
art. 95 Cost. art. 97 Costg. d.lg. 3 febbraio 1993, n. 29
Centro diretto da E. D'Elia - IDG Firenze



Ritorna al menu della banca dati