| Come noto le norme che regolano l' azione amministrativa statunitense
sono state codificate nell' Administrative Procedure Act del 1946. Il
procedimento delineato in quest' atto, cominciava, agli inizi degli
anni settanta, a non costituire piu' uno strumento agile per l'
azione di regolazione delle Administrative Agencies. Piu'
precisamente la rigidezza delle procedure ed il loro garantismo si
scontravano con l' esigenza di risolvere con duttilita' i conflitti
di interessi connessi ad un' attivita' regolamentare in decisa
espansione e caratterizzata da un accresciuto livello di complessita'
strutturale. Alla luce di questa empasse regolamentare, e al fine di
perseguire lo sviluppo di una regolamentazione piu' efficiente, la
dottrina statunitense, all' inizio degli anni ottanta, intraprese un'
ampia riflessione sul tema della Regulatory Reform i cui risultati
costituiscono ancora importante punto di riferimento per ogni
studioso di questi problemi, in particolare appare come uno dei
filoni di riforma piu' ricchi quello che, traendo spunto dal "civic
republicanism", si pone il problema di ridefinire ambiti e forme
della partecipazione del privato al procedimento amministrativo, al
fine di contemplare le esigenze di una regolamentazione "giusta" (e,
dunque permeabile alle istanze degli interessi), con quella di un'
azione amministrativa "efficace". Lo scritto analizza una delle
soluzioni di riforma facenti capo a questo filone di pensiero. Con la
Regulatory Negotiation, infatti, la dottrina perseguiva la
costituzione di un "foro procedurale" all' interno del quale gli
interessi coinvolti da un atto regolamentare si incontrassero e nel
quale venisse svolta la funzione di "mediazione" tra gli stessi, con
conseguenti vantaggi in termini di efficienza dell' azione
amministrativa. Questa proposta della dottrina dopo aver trovato
larga (e fortunata) utilizzazione nella pratica dell' azione
amministrativa di alcune Regulatory Agencies, e' stata formalizzata,
nel 1990, nel "Negotiated Rulemaking Act" che ha istituzionalizzato
la Regulatory Negotiation quale procedura di formazione degli atti
amministrativi complementare a quella tradizionale. L' importanza di
tale sviluppo, sembra trascendere il pur importante aspetto
procedurale per segnalare, invece, un cambiamento qualitativo nella
partecipazione del privato nell' azione amministrativa delle
Regulatory Agencies nel senso di una sua progressiva
"parlamentarizzazione" e di una diminuzione dell' impostazione
"conflittuale" che, fin da Roscoe Pound, e' stata denunciata come una
delle caratteristiche negative dell' agire dell' amministrazione
statunitense.
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