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| IDG941504451 | |
| 94.15.04451 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Di Martino Alberto
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| "Servi sunt, immo homines". Schiavitu' e condizione analoga nell'
interpretazione di una corte di merito
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| Nota a Ass. Firenze 23 marzo 1993
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| Foro it., an. 119 (1994), fasc. 5, pt. 2, pag. 298-300
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D51870
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| La sentenza in commento ha riguardato la tragica vicenda di un
minore, orfano, piu' volte ceduto dietro compenso, costretto alla
commissione di reati con angherie, perpetrate o minacciate. Secondo
la Corte d' Assise "il fatto di prendere in consegna, in cambio di
somme di danaro, soggetti minori al fine di sfruttarli attraverso il
costringimento sistematico al furto o all' accattonaggio integra il
reato di cui all' art. 600 c.p., in quanto la situazione personale
nella quale i minori vengono a trovarsi in seguito all' acquisto
costituisce condizione analoga alla schiavitu', contemplata dall'
art. 1 lett. d della Convenzione di Ginevra 7 settembre 1956,
ratificata con l. 1304/57". L' A. analizza gli elementi di
originalita' della sentenza che hanno portato all' applicabilita'
dell' art. 600 c.p. al caso di specie.
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| r.d. 26 aprile 1928, n. 1723
l. 20 dicembre 1957, n. 1304
art. 600 c.p.
art. 601 c.p.
art. 602 c.p.
art. 1 Conv. Ginevra 1926 (abolizione schiavitu')
art. 1 Conv. Ginevra 1956 (abolizione schivitu')
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