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| IDG941504489 | |
| 94.15.04489 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Corsale Paolo
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| Note in tema di possesso di buona fede e obbligo di restituzione dei
frutti
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| Nota a Cass. sez. II civ. 23 maggio 1992, n. 6224
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| Giur. it., an. 146 (1994), fasc. 5, pt. 1A, pag. 797-802
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D30425; D30420; D30510; D3053
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| Applicando principi largamente consolidati in dottrina e
giurisprudenza, osserva l' A., la sentenza afferma che "il possessore
di buona fede fa suoi i frutti naturali percetti fino al giorno della
domanda giudiziale di restituzione ed i frutti civili maturati fino a
tale giorno. L' obbligo della parte soccombente di corrispondere gli
interessi sulla somma dovuta in restituzione di quella ricevuta non
puo' prendere una data anteriore a quella della percezione della
somma medesima". Tuttavia l' A. solleva perplessita' per quanto
riguarda l' applicazione di tali principi al caso concreto, dove la
Suprema Corte ha ritenuto che potesse trovare applicazione l' art.
1140 comma 2 c.c., partendo dal presupposto che la fattispecie
integrasse la figura del possesso indiretto. Condivisibile, invece,
quanto affermato nella seconda parte della massima.
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| art. 1224 c.c.
art. 1282 c.c.
art. 1140 comma 2 c.c.
art. 1148 c.c.
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