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| IDG941504499 | |
| 94.15.04499 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Montagna Mariangela
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| Contumacia dell' imputato e impugnazione del difensore
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| Nota a Cass. sez. un. pen. 12 ottobre 1993
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| Giur. it., an. 146 (1994), fasc. 5, pt. 2, pag. 313-315
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D60353; D63023; D6243
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| Secondo la sentenza annotata lo "specifico mandato" previsto dall'
art. 571 comma 3 c.p.p. perche' il difensore possa legittimamente
impugnare la sentenza contumaciale "non esige formalita' diverse da
quelle fissate dall' art. 96 comma 2 c.p.p. per la nomina del
difensore". Approfondito l' esame della questione, richiamando il
dibattito dottrinale e giurisprudenziale in materia, l' A. afferma
che, in definitiva, la "specificita'" richiesta dall' art. 571 comma
3 cit., non rileva ai fini della forma del relativo mandato per il
cui conferimento non si richiedono formalita' diverse da quelle
previste dall' art. 96 comma 2 cit. per la nomina del difensore,
bensi' inerisce al contenuto dello stesso che deve fare "specifico"
riferimento alla facolta' del difensore di impugnare il relativo
provvedimento, non potendosi ritenere ammissibile una generica
dichiarazione di conferimento di "ampie facolta'".
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| art. 96 comma 2 c.p.p.
art. 571 comma 3 c.p.p.
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