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Documento


212267
IDG940304598
94.03.04598 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Carrasco de Paula Ignazio
L' enciclica "Veritatis Splendor": prospettive per l' etica medica
Med. mor., an. 44 (1994), fasc. 3, pag. 431-440
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D9691; D961
L' articolo intende mettere in rilievo il doppio rapporto esistente tra l' enciclica "Veritatis Splendor" e l' etica medica. Da una parte, il recente documento pontificio si presenta come una riflessione sui fondamenti della morale cattolica, motivata dalla necessita' di superare alcune interpretazioni errate (principalmente il consequenzialismo e il proporzionalismo), le quali vorrebbero "calcolare" il bene e il male morale in base alle conseguenze o alla proporzione tra gli effetti buoni e cattivi che risultano da un determinato comportamento umano. Non e' affatto un caso che queste ipotesi -che usano parametri vicini al modello utilitaristico dei "costi-benefici"- siano sorte in parte per tentare di risolvere problemi sollevati nell' ambito bioetico. Dall' altra parte, l' enciclica, riproponendo i concetti fondamentali dell' insegnamento etico cristiano, quali il rapporto fra legge e liberta', fra coscienza e verita', fra morale e fede, indica le basi teoretiche per una bioetica degna dell' uomo: il riaggancio alla metafisica e all' antropologia, il riconoscimento della legge naturale come criterio normativo razionale valido per tutti, il superamento del relativismo inerente all' etica del consenso o dell' interesse soggettivo mediante la comprensione del ruolo degli "assoluti" morali e della centralita' della dignita' della persona. L' etica medica, proponendosi il bene del paziente, deve fare attenzione a che esso corrisponda al bene della persona, altrimenti non consentira' un vero progresso morale.
Ist. per la documentazione giuridica - Firenze



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