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| IDG940904920 | |
| 94.09.04920 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Nunziata Massimo
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| Una inaccettabile incongruenza del meccanismo di pagamento in misura
ridotta delle sanzioni amministrative pecuniarie (ex art. 16 comma 1
l. 24 novembre 1981, n. 689)
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| Riv. pen., an. 120 (1994), fasc. 4, pag. 367
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| F4252; D50324
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| L' art. 16 l. 689/1981 consente il pagamento in misura ridotta di
tutte le sanzioni amministrative pecuniarie, prevedendo la riduzione
pari ad un terzo del massimo della sanzione prevista per la
violazione commessa, ovvero, se l' importo e' inferiore, pari al
doppio del minimo. Emerge, pero', una questione applicativa allorche'
una norma descrittiva di una violazione amministrativa non indichi il
limite minimo della sanzione. In questo caso la giurisprudenza di
legittimita' ha indicato come termine minimo di riferimento quello
previsto dall' art. 10 della stessa l. 689/1981, che reca i limiti
minimi e massimi delle sanzioni pecuniarie amministrative e che,
attualmente, e' di lire quattromila. L' aberrante conseguenza e' che
l' autore di una violazione amministrativa per la quale non sia
specificamente fissato un limite minimo della sanzione pecuniaria,
puo' adempiere l' obbligazione del pagamento a cui e' tenuto con la
corresponsione di una somma obiettivamente irrisoria (lire ottomila),
quale che sia il limite massimo dell' importo previsto. Delineato il
problema, l' A. indica le vie per ovviare alle aberranti conseguenze
applicative che l' attuale dettato normativo produce.
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| art. 10 l. 24 novembre 1981, n. 689
art. 61 l. 24 novembre 1981, n. 689
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| Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze
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