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| IDG941205109 | |
| 94.12.05109 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Endrici Giovanna
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| La "prorogatio" nell' organizzazione amministrativa: la fine di un
principio
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| Riv. trim. dir. pubbl., (1994), fasc. 2, pag. 369-409
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D124
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| Il lavoro analizza i motivi e le conseguenze del venir meno, nell'
organizzazione amministrativa, del principio della prorogatio: cio'
che e' stato sancito dapprima da una decisione della Corte
Costituzionale, e quindi da una nuova disciplina dettata,
reiteratamente, in via di decretazione d' urgenza (nonche' da varie
leggi regionali). Vengono richiamati i principali orientamenti
giurisprudenziali e dottrinali concernenti l' istituto della
prorogatio ed esaminati i motivi che hanno portato alla diffusione
della "prorogatio sine die". Tale fenomeno viene in particolare
considerato sotto il profilo dell' inerzia dei soggetti preposti al
rinnovo degli organi scaduti. La svolta sancita dalla Corte
Costituzionale e dal legislatore e' inquadrata alla luce delle piu'
generali tendenze che interessano il rapporto tra politica e
amministrazione, con specifica attenzione all' evoluzione registrata
sul terreno delle nomine. Sono quindi esaminati gli strumenti di cui
l' ordinamento dispone -a prescindere dunque da una disciplina ad
hoc- per contrastare la "prorogatio sine die": con riferimento in
particolare alla nuova disciplina delle nomine contenuta nella l.
142/1990 e ai principi sul procedimento sanciti dalla l. 241/1990.
Infine, si esamina la nuova normativa -allo stato dell' elaborazione
del lavoro sempre in forma di decreto-legge- mettendone in luce l'
impianto essenziale e alcuni aspetti problematici.
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| l. 8 giugno 1990, n. 142
l. 7 agosto 1990, n. 241
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| Centro diretto da E. D'Elia - IDG Firenze
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