| L' A. analizza sia la dottrina che la giurisprudenza formatasi sulla
distinzione tra ente pubblico e privato, sia la disciplina relativa a
taluni enti (qualificati) pubblici. Rileva, quindi, criticamente, che
con l' entrata in vigore dell' art. 4 l. 70/1975 e' stata introdotta
una riserva (legislativa) di legge circa la "pubblicizzazione" degli
enti attraverso la qualifica espressa e/o gli indici rivelatori. Di
essa esamina l' operativita', in particolare, nei confronti, della
potesta' regolamentare governativa e della potesta' statutaria, e ne
individua le rationes. Ad esiti affini perviene anche attraverso l'
esame dell' art. 17 comma 1 lett. d) l. 400/1988 e del tradizionale
insegnamento circa la natura, normativa o negoziale, degli statuti.
La ricostruzione della definizione di ente pubblico nel vigente
ordinamento giuridico viene, quindi, completata con l' analisi della
posizione attribuibile a talune discipline contenute nel codice
civile. Infine, alla luce dei risultati conseguiti vengono criticati
taluni orientamenti giurisprudenziali e viene affrontato il problema
della sorte che spetterebbe alle fonti (subordinate) che violano la
sancita riserva legislativa ed, in particolare, a quelle che
disciplinano gli enti esaminati, con i conseguenti riflessi intorno
alla determinazione della loro natura, pubblica o privata.
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