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| IDG941505142 | |
| 94.15.05142 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Ambrosini Stefano
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| Pagamento di debito altrui e prova della "scientia decoctionis" nella
revocatoria fallimentare
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| Nota a Trib. Torino 21 luglio 1993
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| Giur. it., an. 146 (1994), fasc. 7, pt. 1B, pag. 680-688
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D31331; D313330
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| L' A. esamina il problema della natura del pagamento di debito altrui
effettuato dall' imprenditore poi dichiarato fallito. L' indagine
induce a ritenere preferibile, come ha ritenuto la sentenza in
rassegna, che il pagamento con surrogazione del "solvens" nei diritti
del creditore (e quindi senza liberazione del debitore diretto) sia
di per se' un atto a titolo oneroso, a prescindere dal concreto
esperimento dell' azione di rivalsa. Per quanto riguarda il problema
della prova della conoscenza dello stato di insolvenza, la sentenza
aderisce all' opinione corrente in giurisprudenza, secondo la quale
la prova puo' dirsi raggiunta in presenza di circostanze esterne tali
da indurre ragionevolmente un soggetto di ordinaria prudenza al
convincimento di una situazione di dissesto del debitore. L' A.
esamina la questione, richiamando la giurisprudenza in materia, e
ritiene censurabile la tendenza di alcune decisioni a dilatare
eccessivamente la nozione di "scientia decoctionis". Infine, l' A.
esamina il profilo, non affrontato dalla sentenza, relativo alla
riconducibilita' o meno del pagamento in questione nell' ambito dell'
oggetto sociale.
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| art. 64 l. fall.
art. 67 l. fall.
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