| Indicate alcune caratteristiche della politica comunitaria del
"set-aside" e riportate alcune considerazioni critiche che a tale
politica sono state rivolte, l' A. si pone il problema dei rapporti
fra questo nuovo indirizzo comunitario, teso a scoraggiare la
produzione cerealicola, e la legge (di chiaro stampo produttivistico)
4 agosto 1978, n. 440 sull' utilizzazione delle terre incolte. L' A.
ritiene falliti i tentativi di una parte della dottrina di affermare
la conciliabilita' della politica europea e di quella nazione (e,
conseguentemente, delle relative normative). Ricordata la prevalenza
della legislazione comunitaria (in conformita' ai principi
ripetutamente affermati dalla Corte Costituzionale) l' A. conclude
per l' implicita abrogazione o, comunque, per l' inapplicabilita'
della l. 440/1978 (salvo, eventualmente, nelle zone escluse -previa
autorizzazione comunitaria- dalla politica del set-aside) oppure, ma
con maggiori perplessita', per una limitata applicabilita' ai terreni
che, una volta ritirati dalla produzione, non vengano mantenuti in
buone condizioni agronomiche come richiesto dalla normativa sul
ritiro delle terre.
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