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213090
IDG940805421
94.08.05421 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Lucatello Guido
"Ratio legis" e tecniche argomentative nel "Cours de droit constitutionnel" (1835-1837) di Pellegrino Rossi
Diritto e societa', (1994), fasc. 3, pag. 417-448
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D0
Nella pur vasta letteratura sull' attivita' accademica di Pellegrino Rossi scarsa e' stata l' attenzione rivolta al suo "Cours de droit constitutionnel", che comprende le lezioni di diritto costituzionale tenute dal Rossi negli anni 1835-36 e 1836-37 alla Faculte' de Droit di Parigi quale titolare della prima cattedra in Francia di questa materia. Dopo alcune osservazioni sul contesto storico-politico in cui si svolse l' insegnamento rossiano, e dopo aver sostenuto l' ininfluenza delle sue riflessioni metodologiche sul suo concreto "modus operandi", si prendono in esame vari luoghi del testo delle Lezioni (raccolte dal Poree e pubblicate a Parigi nel 1866-67) al fine di rilevarne le caratteristiche piu' salienti, e si osserva che il lavoro esplicativo e argomentativo del Rossi e' volto per lo piu' ad individuare la ratio delle norme e dei principi della Charte. Tale ratio legis viene determinata e difesa con argomenti la cui persuasivita' fa leva, di volta in volta su dati di: esperienza, categorie filosofiche, valori etico-politici, funzionalita' degli organi statuali, opinioni largamente condivise, buon senso. Nella sfera concettuale della ratio legis, l' A. opera una distinzione di notevole rilievo, egli osserva che quando il Rossi argomenta -come avviene nella maggior parte delle lezioni prese in esame- per mostrare l' idoneita' delle norme organizzative dei pubblici poteri, la ratio svolge una funzione tipicamente "giustificativa" nel senso della razionalita' strumentale; quando, invece, vengono esplicitate le ragioni profonde di ordine storico e/o etico-sociale, dei diritti di liberta', o quelle di ordine logico-filosofico su cui si fonda la divisione dei poteri, la ratio rossiana e' piuttosto da qualificare di tipo "fondativo", svolgendo solo in modo implicito una funzione giustificativa. Quanto agli schemi argomentativi ricorrenti nel commento rossiano della Charte si nota che sono quasi sempre riconducibili a quelli compresi nella tipologia della retorica classica. L' A. rileva infine che, pur prevalendo nel "Cours" le strategie e le tecniche argomentative, emerge in molti luoghi -specialmente nelle lezioni contenute nei primi due tomi, che introducono ampi excursus di storia politica e giuridico-istituzionale il commento alla normativa garantistica della Charte- una dimensione storica, nella quale viene ricostruito il drammatico percorso, che dalle forme piu' rozze di convivenza politica hanno portato all' affermazione di quel principio di "egalite' civile" considerato da Pellegrino Rossi la base del moderno Stato liberale.
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