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213093
IDG940805424
94.08.05424 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Brunelli Giuditta
L' alterazione del concetto di rappresentanza politica: leggi elettorali e "quote" riservate alle donne
Diritto e societa', (1994), fasc. 3, pag. 545-593
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D02102; D04000
Le leggi del 1993 sull' elezione dei Consigli comunali e della Camera dei deputati introducono, con criteri diversi, forme di "quote" riservate alle donne nelle liste elettorali. Cio' suscita una serie di problemi sia sul piano strettamente giuridico-costituzionale, in relazione alla compatibilita' di tali previsioni con il disposto dell' art. 51 Cost. sulla parita' dei sessi nell' accesso alle cariche elettive, sia su quello teorico-generale, per la loro inevitabile influenza sulla stessa nozione di rappresentanza politica. L' A. prende in esame entrambi i profili indicati, soffermandosi -tra l' altro- sui rapporti tra eguaglianza formale e sostanziale (anche alla luce della giurisprudenza costituzionale), sul significato della c.d. rappresentanza "di genere" o "sessuata", che pone l' accento sull' "identita' collettiva", anziche' su quella individuale propria della tradizione liberale, sui problemi legati ai processi di giuridificazione nell' ambito dei diritti politici. L' analisi conduce a conclusioni assai critiche nei riguardi della normativa esaminata, fondate sulla necessita' di salvaguardare la struttura tradizionale dei diritti politici (accolta dalla nostra Carta costituzionale), il cui distacco dall' eguaglianza sostanziale e' legato alla stessa natura intrinsicamente garantista dello Stato di diritto. La strada da percorrere, dunque, non e' quella del trattamento normativo differenziato in base al sesso (suscettibile, oltretutto, di tradursi in una "discriminazione alla rovescia"), ma di ristabilire l' eguaglianza dei punti di partenza, agendo sia attraverso il potenziamento dei diritti sociali -vere e proprie pre-condizioni della democrazia- sia con misure specificamente inerenti al diritto elettorale, che siano di garanzia "per tutti", e quindi anche per le donne.
art. 3 Cost. art. 51 Cost. l. 25 marzo 1993, n. 81 l. 4 agosto 1993, n. 277 l. 15 ottobre 1993, n. 415
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