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218729
IDG950904319
95.09.04319 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Iacoviello Francesco Mauro
Scelta decisionale "giusta" e motivazione insufficiente: gli incerti poteri del giudice di legittimita'
Nota a Cass. sez. V pen. 24 gennaio 1994
Cass. pen., an. 35 (1995), fasc. 1, pag. 145-149
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D6223; D6351
Trattandosi di provare il dolo di falso negli autori di un atto collegiale, la sentenza impugnata non analizza le singole posizioni ma le avvinghia tutte, afferma l' A., con un' argomentazione dai passaggi logici, rapidi e sintetici: la consapevolezza degli imputati era desumibile dal susseguirsi di delibere sul tema e dal loro tormentato iter di controllo. I difensori degli imputati hanno denunciato il vizio di motivazione con un duplice argomento: il dolo va provato nei confronti di ogni singolo imputato e non con riferimento all' intero organo collegiale composto di ben 18 persone; non tutti gli imputati avevano partecipato a tutte le delibere prese su quel tema. Il Procuratore Generale annulla la sentenza con rinvio per manifesta illogicita' della motivazione. La Cassazione la salva, ravvisando in essa non la illogicita', ma la insufficienza di motivazione, che provvede a completare. Richiamata cosi' la vicenda, l' A. esamina due questioni: qual' e' il confine che divide la manifesta illogicita' della motivazione, che invalida la sentenza, dalla motivazione manchevole che rende la sentenza emendabile, ma valida; se sussista il rischio che per completare la motivazione insufficiente, la Cassazione scenda nel merito e che attraverso il meccanismo della integrazione della motivazione insufficiente in realta' operi il salvataggio di una sentenza condivisibile nelle conclusioni, ma invalida nella motivazione.
art. 547 c.p.p. art. 606 c.p.p.
Centro diretto da M. Fameli - IDG Firenze



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