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218795
IDG950904385
95.09.04385 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Cataliotti L.
(Sulla nozione di divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro)
Nota a Cass. sez. III pen. 20 maggio 1994
Riv. Trim. Dir. Pen. Ec., an. 8 (1995), fasc. 1, pag. 359-360
(Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
D541; D7401; D7402
La sentenza annotata si inserisce nel dibattito circa l' esatto contenuto del precetto di cui alla l. 1369/1990, affermando sostanzialmente che, nel verificare la sussistenza del reato "de quo", si deve avere riguardo esclusivo alle concrete modalita' di adempimento del contratto di (pseudo) appalto e non alla struttura organizzativa delle imprese dei contraenti. In altri termini, allorquando l' appaltatore, pur provvisto di attrezzature proprie, nell' esecuzione del contratto di appalto non se ne serva, utilizzando solo le macchine del committente, si palesa la natura fittizia del contratto di appalto e viene percio' integrata la norma di cui all' art. 1 della legge citata. Riassunta cosi' la sentenza, l' A. espone i motivi per cui la ritiene condivisibile.
art. 1 l. 23 ottobre 1960, n. 1369
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