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| IDG950904386 | |
| 95.09.04386 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Damini P.
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| (Sulle contravvenzioni in materia di prevenzione infortuni e di
igiene del lavoro)
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| Nota a Cass. sez. III pen. 5 maggio 1994
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| Riv. Trim. Dir. Pen. Ec., vol. amb000, an. 8 (1995), fasc. 1, pag.
361-362
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D541; D777; D7773; D74462
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| La massima annotata, seguendo un orientamento giurisprudenziale ormai
consolidato, in riferimento al quale l' A. segnala un ampio numero di
sentenza, afferma che "le contravvenzioni in materia di prevenzione
infortuni e di igiene del lavoro hanno natura permanente, in quanto
la situazione antigiuridica rimane in essere, fino al momento in cui
non venga eliminata mediante un adeguamento alle prescrizioni
medesime. Ne deriva che, per dichiarare l' estinzione del reato in
oggetto, e' necessario che il giudice accerti l' avvenuta osservanza
della normativa". L' A. ripercorre l' iter logico seguito dalla
giurisprudenza che considera tali contravvenzioni come reati di
pericolo presunto e come reati omissivi propri, e le critiche della
dottrina prevalente. Vengono proposte indicazioni bibliografiche in
materia.
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| art. 157 d.p.r. 27 aprile 1955, n. 547
art. 158 d.p.r. 27 aprile 1955, n. 547
d.p.r. 19 marzo 1956, n. 303
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