| 218844 | |
| IDG951504434 | |
| 95.15.04434 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Del Prato Enrico
| |
| Errore sull' autore della gravidanza ed errore sulla paternita':
"oggetto" della norma e "finalita'" dell' istituto
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Nota a App. roma 21 marzo 1994
| |
| Giur. it., an. 147 (1995), fasc. 6, pt. 1B, pag. 499-502
| |
| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
| |
| D30124; D30135; D30131
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Il caso riguarda l' impugnazione del matrimonio in base all' art. 122
comma 3 n. 5 c.c., da parte di colui che nell' atto di matrimonio ha
riconosciuto come proprio un figlio gia' partorito dalla donna ed ha
poi fatto dichiarare invalido il riconoscimento per difetto di
veridicita' ai sensi dell' art. 263 c.c. La sentenza in commento,
riformando quella di primo grado, ha affermato che questa ipotesi e'
ricompresa nell' art. 122 comma 3 n. 5 c.c., la quale, testualmente,
attiene allo "stato di gravidanza causato da persona diversa dal
soggetto caduto in errore, purche' vi sia stato disconoscimento ai
sensi dell' art. 233 c.c., se la gravidanza e' stata portata a
termine". Secondo l' A., questa sentenza si spinge su posizioni mai
profilate dalla dottrina sull' errore nel matrimonio e, nonostante
qualche perplessita' che puo' suscitare a prima vista, egli sostiene
che merita pieno consenso.
| |
| art. 122 comma 3 n. 5 c.c.
art. 233 c.c.
art. 263 c.c.
| |
| | |