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| IDG951504439 | |
| 95.15.04439 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Della Marra Tatiana
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| I limiti del contraddittorio nel procedimento di proroga della
custodia cautelare
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| Nota a ord. GIP Trib. Milano 10 agosto 1994
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| Giur. it., an. 147 (1995), fasc. 6, pt. 2, pag. 371-384
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| (Bibliografia: a pie' di pagina o nel corpo del testo)
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| D6113
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| L' ordinanza annotata ribadisce l' orientamento giurisprudenziale nel
senso della inapplicabilita' della proroga dei termini di custodia
cautelare delle forme camerali delineate dall' art. 127 c.p.p. Il
tenore letterale dell' art. 305 comma 2 c.p.p., nel disporre che il
giudice provvede sull' istanza di proroga "sentiti il pubblico
ministero e il difensore", non solo non lascerebbe intendere che
detta deliberazione debba essere preceduta dal contraddittorio orale
tra le parti, ma, in difetto di qualunque richiamo alle forme
camerali, mostrerebbe chiaramente come si sia al di fuori della
portata normativa dell' art. 127 c.p.p. Di conseguenza viene
affermata l' esclusione di colui nei cui confronti si chiede il
protrarsi della custodia cautelare al di la' dei termini di fase dal
novero dei soggetti chiamati ad interloquire in merito ad un
provvedimento che potrebbe incidere, afferma l' A., su un diritto
costituzionalmente inviolabile. L' A. affronta la tematica della
proroga dei termini di custodia cautelare per esigenze "istruttorie"
sotto il profilo delle forme procedimentali che caratterizzano il suo
concreto operare.
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| art. 305 comma 2 c.p.p.
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