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Documento


26041
IDG821302001
82.13.02001 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
De Mita Enrico
La deroga al segreto bancario. Se il Fisco e' curioso chi lo controlla?
Sole, an. 118 (1982), fasc. 149 (31 luglio), pag. 9
D9610; D2191; D18124
L' A. prende in esame la normativa che introduce deroghe al segreto bancario, di cui al decreto Presidente Repubblica 15 luglio 1982, n. 463, per sostenere che essa conferisce agli Uffici delle imposte notevoli poteri discrezionali. Secondo l' A., la norma che introduce deroghe, e che sara' certamente applicata, l' art. 38, non prevede oggettivamente una ipotesi circoscritta, ma attribuisce un potere generale all' Amministrazione, in quanto conferisce all' ufficio il potere di accertare induttivamente il reddito ai fini dell' applicazione dell' altra normativa questa che e' invece formulata con criteri obiettivi. In sostanza l' A. ritiene che sia stato conferito agli uffici finanziari, sulla base di un accertamento induttivo, il potere di derogare al segreto bancario. Basta che l' ufficio ritenga che certi fatti significhino un reddito di una certa entita' per legittimare lo stesso ufficio a controllare il conto di un determinato soggetto.
D.P.R. 15 luglio 1982, n. 463
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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