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| IDG821310056 | |
| 82.13.10056 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Gravagnuolo Bruno
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| Le leggi della giustizia e quelle della societa'
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| Convegno su "Etica e politica", organizzato dall' Istituto Gramsci,
Bologna, 18-19 giugno 1982
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| Rinascita, an. 39 (1982), fasc. 24 (25 giugno), pag. 34
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| F420
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| L' A. segue attraverso gli interventi un filo conduttore
rappresentato dal rapporto tra etica e politica ai fini del
cambiamento sociale. Se la politica e' al servizio di un'
intelligenza trasformatrice che ha di mira solo gli effetti pratici
delle scelte umane, non avverra' che proprio la morale si tramuti in
un freno frapposto al cambiamento? Per Norberto Bobbio, il conflitto
tra "monismo rigido" dell' etica (Erasmo da Rotterdam) e quello della
politica (Machiavelli) e' insanabile. Per Salvatore Veca, che si
richiama a teorici neocontrattualisti, l' etica e' un procedimento
razionale ipotetico teso ad individuare i beni primari degli
individui e, quindi, e' possibile una morale pubblica suscettibile di
verifica razionale. Nicola Badaloni respinge questa tesi, sostenendo
che le leggi del mondo storico-sociale sono quelle delle formazioni
economiche e non quelle delle regole etiche. Pietro Rossi si richiama
alle tesi marxiane secondo le quali il limite delle scelte morali e'
individuato proprio dal carattere "bronzeo" delle leggi economiche
nel cui ambito non influisce l' autonomia individuale del giudizio
morale. Secondo Uberto Scarpelli, l' autonomia individuale e' messa
in questione proprio dall' orizzonte conflittuale e pattizio della
societa' moderna. Per Remo Bodei, certe tendenze generali e l'
acuirsi della problematica etica pongono il problema di una
trasformazione dell' agire politico in direzione di una maggiore
trasparenza razionale.
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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