| 26165 | |
| IDG821302107 | |
| 82.13.02107 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
| |
| Redazione
| |
| Nel decreto fatto cadere dai franchi tiratori non c' erano soltanto
norme contro le frodi petrolifere. Un' imboscata che impedisce di
agire contro chi gode di privilegi fiscali
| |
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |
| Avanti, an. 86 (1982), fasc. 167 (13 agosto), pag. 14
| |
| | |
| D23139; D23148; D23156
| |
| | |
| | |
| (Sommario: Bloccato ancora una volta il tentativo di rendere piu'
equo il contributo tra lavoratori dipendenti ed autonomi.)
| |
| | |
| L' A. illustra alcuni aspetti del decreto legge 10 luglio 1982, n.
430, caduto alla Camera ad opera di franchi tiratori e che ha causato
la crisi governativa. Il provvedimento non si proponeva soltanto di
combattere le frodi fiscali in campo petrolifero, ma conteneva anche
norme per la lotta alle evasioni fiscali nei settori del commercio,
del lavoro autonomo e in quello professionale. Vengono allegate
alcune tabelle con i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi
delle categorie sociali interessate, dai quali risultano sostanziali
differenze fra quanto dichiarato dai commercianti e dai
professionisti da una parte e lavoratori dipendenti dall' altra. Il
decreto legge caduto, inoltre, prevedeva norme per l' abolizione
della vecchia normativa di cui alla legge 7 gennaio 1929, n. 4, che
consente tuttora di pagare una sola volta, come se si fosse compiuta
una sola infrazione, anche in casi di violazione continuata delle
norme riguardanti l' emissione delle ricevute fiscali e delle bolle
di accompagnamento dei beni viaggianti.
| |
| D.L. 10 luglio 1982, n. 430
| |
| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
| |