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| IDG821302191 | |
| 82.13.02191 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Redazione
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| Il ministero si arrende. Via libera alle supermulte
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| Paese sera, an. 33 (1982), fasc. 185 (4 agosto), pag. 15
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| D1872; D5350
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| (Sommario: Diramata una circolare che approva il nuovo prezzario)
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| L' A. affronta la questione delle supermulte per infrazioni al codice
stradale. Quando entro' in vigore la legge 24 novembre 1981, n. 689,
intitolata "modifiche al sistema penale", 3 dei suoi articoli
comprendevano norme del codice stradale. Depenalizzavano, cioe', un
gruppo di reati stradali ma in cambio moltiplicavano per 2, 3 o 5
volte tutte le contravvenzioni "originariamente" penali. Da qui sono
sorte divergenti interpretazioni: si dovevano moltiplicare i prezzi
delle contravvenzioni che nel codice stradale avevano
"originariamente" valore penale anche se erano state depenalizzate
nel 1967 e nel 1971, oppure soltanto le contravvenzioni "penali"
sopravvissute fino ad oggi? Molti Comuni si orientarono per la prima
interpretazione, altri per la seconda. Lo stesso Ministro dell'
Interno emano' una circolare sulla base della seconda
interpretazione, per cui in certi Comuni la stessa infrazione se
elevata da un vigile urbano comportava la sanzione pecuniaria di
25000 lire, se elevata dai carabinieri o dalla polizia stradale, 5000
lire. A risolvere la divergenza e' giunta una nuova circolare del
Ministero dell' Interno che, sulla base di un parere del Consiglio di
Stato, si e' pronunciato per le supermulte, cioe' per la prima
interpretazione.
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| L. 24 novembre 1981, n. 689
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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