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31907
IDG841300937
84.13.00937 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Di Nicola Enrico
I reati contro Amministrazioni pubbliche. Cosa accade quando chi ruba e' impubnibile per legge e definizione
Paese sera, an. 35 (1984), fasc. 62 (4 marzo), pag. 4
D16; D511
L' A., Sostituto Procuratore presso la Corte d' Appello di Roma, affronta l' esame del fenomeno delle tangenti e della corruzione, considerato anche dal punto di vista dei rapporti tra giurisdizione penale e p.a.. Espone in 5 punti i problemi connessi con l' accertamento e la repressione dei reati dei pubblici ufficiali contro la p.a., tenendo conto della necessita' di assicurare la repressione rigorosa ed efficace dei delitti dei pubblici ufficiali evitando, pero', che abusi interpretativi da parte del magistrato penale portino ad una inammissibile sostituzione del magistrato stesso al pubblico amministratore. Esamina e respinge alcune proposte avanzate per risolvere il problema, proposte che ritiene in contrasto con precise norme e principi della Costituzione, o con la realta' sociale, politica, economica del Paese. Per quanto riguarda in particolare la corruzione, ritiene che si dovrebbe rendere piu' efficace la norma penale, oggi paralizzata, nella sua attuazione dal comune interesse del corrotto e del corruttore di impedire l' accertamento del reato. Dovrebbe essere prevista una soluzione non solo che consideri l' esclusione del corruttore che denunci il reato entro un breve termine dalla sua commissione e comunque prima che venga iniziata l' azione penale nei suoi confronti, ma che consideri anche una sensibile riduzione di pena per il corruttore che denunci il fatto nel corso delle indagini.
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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