| L' A. (direttore generale degli Istituti di prevenzione e pena)
rileva che in qualsiasi attivita' umana un margine di errore e di
rischio e' inevitabile; il problema, quindi, e' quello di misurare e
comparare benefici e prezzi, per scegliere la linea che assicuri
vantaggi superiori all' eventuale danno di un errore. Quanto alla via
da seguire nelle carceri, certo una totale segregazione puo' indurre
a sentirsi piu' sicuri; ma in complesso si rischia di meno con una
politica di maggiore apertura, che renda la pena piu' persuasiva e
accettabile. E' giusto esigere che i magistrati di sorveglianza
pongano la massima attenzione nel concedere permessi premio ai
detenuti; peraltro, per una vera riforma penitenziale non basta, da
sola, la legge approvata lo scorso ottobre. Bisogna riformare, fra l'
altro, le norme sul personale, troppo scarso e malpagato; bisogna
destinare all' amministrazione penitenziaria ben piu' dell' attuale
0.4% del bilancio dello Stato. (Titolo: 1 col / Testo: 0.9 col).
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