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| IDG871301357 | |
| 87.13.01357 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Grevi Vittorio
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| Le ritrattazioni indotte dalla paura ostacolano lo svolgimento dei
processi ma rivelano la debolezza di molte istruttorie. Quando il
pentito chiude la bocca la giustizia tace
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| Sole, an. 123 (1987), fasc. 110 (22 aprile), pag. 5
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| (testo con illustrazioni)
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| D50126; F4252; D51310
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| L' A. richiama alcuni casi di processi di mafia in cui i "pentiti"
hanno cessato di collaborare con la giustizia, ritrattando precedenti
confessioni, a seguito di evidenti minacce di vendetta diretta o
trasversale. Queste vicende inducono l' A. ad una riflessione di
carattere globale circa la posizione da riconoscersi ai "pentiti" nel
nostro processo penale. Respinge la tesi di quanti si dichiarano
pregiudizialmente contrari allo strumento dei "pentiti". Sulla loro
credibilita', oggettiva e soggettiva, deve giudicare il giudice, caso
per caso, ma la giustizia non puo' rinunciare a priori ai contributi
dei "pentiti", e nemmeno tollerare di esserne espropriata attraverso
le minacce e la violenza. (Titolo: 3 col / Testo: 1.5 col).
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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