| L' A. rileva che nel sistema italiano assume preoccupanti dimensioni
la tentazione di usare la finanza pubblica, in periodi preelettorali,
per influire sulla distribuzione dei consensi. Infatti anche l'
opposizione, invece di denunciare le decisioni di spesa, finisce per
farsi coinvolgere nella ripartizione dei conseguenti benefici. E
cosi' il gioco si puo' considerare a somma zero, perche' al consenso
generale corrisponde un' equa distribuzione dei suffragi fra tutti i
partiti, nessuno dei quali ne trae un vantaggio sugli altri. L' A.
sottolinea che, nonostante la crisi di Governo aperta, che dovrebbe
interrompere l' attivita' legislativa, le Camere debbono procedere
alla conversione dei decreti-legge, che non sono pochi, e possono
essere modificati e integrati in misura rilevante. E' in questa sede
che vengono approvati ingenti oneri aggiuntivi, che l' A. ritiene
possano ammontare, nel pur breve periodo che precede le elezioni, ad
alcune migliaia di miliardi. (Titolo: 2 col / Testo: 0.9 col).
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