| A proposito del referendum, che oggi molti esaltano come
irrinunciabile istituto di democrazia diretta, l' A. osserva che in
realta' esso e' considerato buono o cattivo, dalle varie parti
politiche, a seconda del suo oggetto. Ogni partito accetta un
referendum e ne respinge un altro, ed e' un fatto sintomatico che
nessuno dei referendum finora celebrati abbia avuto esito favorevole;
cio' dovrebbe indurre alla prudenza. Quanto alla consultazione
indetta per il 14 giugno, afferma che poche persone sanno esattamente
su che cosa si debba votare, e soprattutto quale possa essere l'
effetto pratico e immediato del voto. Conclude che, al punto in cui
siamo, si potrebbe scegliere fra due soluzioni: la fine regolare
della legislatura con un' intesa per evitare i referendum, o lo
svolgimento dei referendum con la fine della legislatura anticipata.
Si puo' ormai prevedere, pero', una soluzione che e' la peggiore per
la salute della Repubblica: ne' referendum, ne' fine regolare della
legislatura. (Titolo: 3 col / Testo: 1.8 col).
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