| L' A. esamina alcuni aspetti della proposta dell' on. De Mita per una
legge elettorale maggioritaria, dalla quale si puo' dedurre che,
secondo il segretario della DC, la stabilita' in Italia si potra'
avere solo quando si saranno formati due schieramenti alternativi
imperniati sulla DC e sul PCI. Ma il progetto non e' facile da
realizzare, perche' socialisti e laici sono contrari, e non e'
concretamente possibile la formazione di uno schieramento fondato sui
comunisti, in grado di conseguire la maggioranza. Percio' il
compromesso istituzionale, cioe' un accordo fra i due maggiori
partiti sulla riforma elettorale, sembra destinato a divenire un
fantasma innocuo. Comunque l' A. ritiene che non sia il caso di
parlare di una riforma, mentre ci si prepara a votare con le vecchie
regole, ed osserva che non si puo' ancora affermare che l' Italia,
dopo il 14 giugno, sara' ingovernabile. Infatti, se la prima
Repubblica e' nata dal fallimento di un regime, oggi abbiamo alle
spalle un' alleanza che ha assicurato 4 anni di stabilita'; i litigi
nell' ambito del pentapartito non sono proporzionati alla gravita'
delle conseguenze, e una nuova Repubblica non puo' nascere da una
lite per futili motivi. (Titolo: 2 col / Testo: 1.5 col).
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