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Documento


47631
IDG871301544
87.13.01544 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Mancina Claudia
Aborto. L' etica e l' ipocrisia
Manifesto, an. 17 (1987), fasc. 115 (16 maggio), pag. 1
D51800; F31
L' A. risponde ad un precedente articolo dell' on. Casini sul problema dell' aborto. Afferma che la l. 194 ha rappresentato una conquista di civilta', ma resta pur sempre una legge, che non puo' risolvere i problemi di carattere morale: bisogna quindi stare bene attenti a non confondere, come fa Casini, il piano giuridico e quello etico. Dopo aver rilevato che l' aborto e la maternita' hanno in comune il fatto di ricadere sulle donne, l' A. lamenta che la cultura cattolica rifiuti ogni discorso sulla contraccezione. Sul piano etico, prosegue l' A., e' semplicistico sostenere che il feto sia tout court un essere umano; in questo modo, infatti, si dimentica che "il feto e' una vita dentro un' altra vita", si dimentica che la donna portatrice del feto e' "l' unico possibile soggetto morale, responsabile di una decisione e delle sue conseguenze". Il corpo della donna non puo' essere inteso come un semplice contenitore, e' inammissibile considerare le donne solo come destinatarie della riproduzione. Ma cio' non toglie che l' aborto sia comunque l' uccisione di qualcosa dentro il corpo della donna, come "la soppressione di qualcosa che e' insieme parte di se' e altro da se'"; ed e' su questi punti che si deve ragionare, volendo affrontare una seria riflessione etica sull' aborto. (Titolo: 2 col / Testo: 2.2 col).
l. 22 maggio 1978, n. 194
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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