| L' A. risponde ad un precedente articolo dell' on. Casini sul
problema dell' aborto. Afferma che la l. 194 ha rappresentato una
conquista di civilta', ma resta pur sempre una legge, che non puo'
risolvere i problemi di carattere morale: bisogna quindi stare bene
attenti a non confondere, come fa Casini, il piano giuridico e quello
etico. Dopo aver rilevato che l' aborto e la maternita' hanno in
comune il fatto di ricadere sulle donne, l' A. lamenta che la cultura
cattolica rifiuti ogni discorso sulla contraccezione. Sul piano
etico, prosegue l' A., e' semplicistico sostenere che il feto sia
tout court un essere umano; in questo modo, infatti, si dimentica che
"il feto e' una vita dentro un' altra vita", si dimentica che la
donna portatrice del feto e' "l' unico possibile soggetto morale,
responsabile di una decisione e delle sue conseguenze". Il corpo
della donna non puo' essere inteso come un semplice contenitore, e'
inammissibile considerare le donne solo come destinatarie della
riproduzione. Ma cio' non toglie che l' aborto sia comunque l'
uccisione di qualcosa dentro il corpo della donna, come "la
soppressione di qualcosa che e' insieme parte di se' e altro da se'";
ed e' su questi punti che si deve ragionare, volendo affrontare una
seria riflessione etica sull' aborto. (Titolo: 2 col / Testo: 2.2
col).
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