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Documento


47738
IDG871301651
87.13.01651 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Zucconi Guglielmo
Ci perdoni frate ergastolo
Resto del carlino, an. 102 (1987), fasc. 132 (24 maggio), pag. 1
D50421; D68
L' A. trae spunto da una vicenda di cronaca (un uomo e' stato arrestato oltre 50 anni dopo la sua condanna) per svolgere alcune considerazioni critiche sulla giustizia italiana, e per proporre alcuni correttivi. Il primo riguarda l' art. 172 c.p., per estendere anche all' ergastolo l' istituto dell' estinzione della pena per decorso del tempo; il secondo riguarda l' introduzione di un ambito di discrezionalita' del giudice per porre rimedio a casi che altrimenti, nello stretto ambito della legge, sarebbero ingiusti. L' uomo protagonista dell' episodio citato ha trascorso 43 anni in convento, espiando cosi' la pena, secondo il principio per cui la funzione della pena e' quella di redimere e rieducare il condannato. (Titolo: 2 col / Testo: 1.2 col).
art. 172 c.p.
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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