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| IDG871301725 | |
| 87.13.01725 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Virgilio Alberto
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| La sentenza della Cassazione. Entriamo nella giungla del segreto
bancario
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| Tempo, an. 44 (1987), fasc. 123 (21 maggio), pag. 1
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| D9610; D18124; D6144
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| L' A. illustra e commenta una recente sentenza della Corte di
Cassazione sul segreto bancario e sul potere di richiesta di notizie
e di esibizione di documenti. Dopo aver ricordato presupposti e
disciplina del segreto bancario, rileva che la sentenza conferma
giustamente che il potere di richiesta dei documenti spetta alla sola
autorita' giudiziaria, senza possibilita' di delega alla polizia
giudiziaria; viene quindi riaffermata la validita' della salvaguardia
del segreto bancario. La sentenza, conclude l' A., pone questi punti
fermi: la richiesta di informazioni su atti coperti dal segreto
bancario e' compresa nella facolta' di esame di atti e documenti
disciplinata dall' art. 340 c.p.p.; tale facolta' non puo' essere
delegata dal magistrato alla polizia giudiziaria; tuttavia non viene
meno l' efficacia probatoria di quegli atti compiuti dalla polizia
giudiziaria su delega del magistrato; non sono punibili penalmente
gli istituti di credito che rifiutino di aderire alle richieste della
polizia giudiziaria. (Titolo: 1 col / Testo: 1.1 col).
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| art. 340 c.p.p.
art. 10 r.d.l. 12 marzo 1936, n. 375
art. 78 r.d.l. 12 marzo 1936, n. 375
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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