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48434
IDG871302347
87.13.02347 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Pasquino Gianfranco
Quando Goria non e' ferrato...
Repubblica, an. 12 (1987), fasc. 172 (22 luglio), pag. 8
D021; D0113; D02113
L' A. si dichiara contrario all' istituzione di un Ministero per le riforme istituzionali, e alla creazione di una "sessione istituzionale" in Parlamento; di queste innovazioni, infatti, non c' e' bisogno per approvare alcune riforme, come l' abolizione del voto segreto e l' istituzione della "corsia preferenziale". Ritiene che il voto segreto non debba essere consentito ove si tratti di denaro pubblico; comunque una nuova regolamentazione del voto non basta a risolvere il problema della legislazione governativa. Auspica percio' che la materia dei decreti-legge sia disciplinata dalla legge di riforma della Presidenza del Consiglio, cui il prossimo Governo farebbe bene a dare la priorita'. Riducendo decisamente il ricorso alla decretazione d' urgenza, il Governo avrebbe le carte in regola per chiedere procedure abbreviate per i disegni di legge ritenuti essenziali. L' A. conclude che l' on. Goria dovrebbe compilare una lista di priorita' e incaricare un valido sottosegretario di seguirne il corso in Parlamento. (Titolo: 1 col / Testo: 0.9 col).
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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