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| IDG871302402 | |
| 87.13.02402 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
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| Di Maggio Francesco; (a cura di Donelli Massimo, Mancini Lionello)
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| Parla Francesco Di Maggio, il giudice che ha fatto parlare il "boss"
Epaminonda. "Ma il pentito sono io"
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| Intervista
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| Sole, an. 123 (1987), fasc. 197 (19 luglio), pag. 3
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| (testo con illustrazioni)
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| D50126; F4252; D68
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| (Sommario: "Questi processi innescano delle tensioni che non si
possono umanamente sopportare. Non lo rifarei". "Al Potere piace la
magistratura solo se sta ferma")
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| (Titoletti: Cosi' il boss tradito decise di collaborare)
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| L' A. (magistrato a Milano) tra gli altri argomenti affronta quello
dei c.d. pentiti, che definisce "collaboratori", ad evitare
confusioni moralistiche. In particolare sostiene che il pentitismo e'
una mina alla base delle organizzazioni criminali, e se ne dovrebbe
prendere atto. Per quanto riguarda la gestione dei "collaboratori",
l' A. pensa al modello americano che prevede addirittura la
contrattazione tra collaboratore e pubblica accusa. In Italia manca
una legge sui collaboratori, perche' al fondo c' e' uno scontro di
potere gravissimo fra Magistratura ed Esecutivo. (Titolo: 5 col /
Testo: 2.5 col).
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| Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti
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