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Documento


48518
IDG871302431
87.13.02431 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
Treu Tiziano
Per evitare il continuo blocco dei servizi pubblici occorrono piu' efficienza e nuove logiche. Scioperi per contratto
Sole, an. 123 (1987), fasc. 215 (6 agosto), pag. 4
(testo con illustrazioni)
D7131; D7134; D712
(Sommario: A parte qualche successo, la via dell' autoregolamentazione non ha funzionato)
L' A. sostiene che, prima della via legislativa per regolare i conflitti di lavoro, in particolare nei servizi pubblici, e' possibile usare il contratto collettivo, che puo' porre regole diverse per il governo del rapporto di lavoro. Anzitutto, regole di raffreddamento; quindi, procedure di conciliazione e mediazione obbligatoria, anche di arbitrato, per la composizione delle controversie nell' applicazione del contratto stesso; infine, clausole di pace sindacale che vietino gli scioperi dichiarati contro lo stesso accordo. Regole simili, inserite negli accordi collettivi del pubblico impiego, assumerebbero efficacia generale secondo la legge sul pubblico impiego. Non e' insuperabile l' obiezione che cio' non sarebbe possibile per il settore privato, come ad esempio quello dei trasporti. Accertato che esiste una soluzione giuridica per rafforzare clausole contrattuali di controllo prima di ricorrere alla legge, clausole peraltro provviste di adeguata sanzione, l' A. ritiene che una soluzione del genere potrebbe funzionare solo se sostenuta da un' adeguata autorevolezza rappresentativa degli attori collettivi, e da una gestione piu' efficiente e responsabile della p.a. (Titolo: 6 col / Testo: 1.5 col).
l. 29 marzo 1983, n. 93
Rassegna stampa a cura di: G. Ipsevich, S. Stoppoloni, E. Zampetti



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