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89717
IDG741000923
74.10.00923 - Ist. Doc. Giur. / CNR - Firenze
visigalli mario
l' imposta sul valore aggiunto nell' economia delle imprese
art. 5 l. 9 ottobre 1971, n. 825
Consul. aziende, an. 45 (1972), fasc. 7 (15 marzo), pag. 332-340
l' a. esamina natura e caratteristiche dell' iva, osservando che trattasi di imposta generale sui consumi, che non si cumula, a differenza dell' ige, nei costi di produzione e che e' sempre proporzionale al prezzo finale di beni e servizi. il prelievo ha luogo nelle singole fasi intermedie, ma non vi e' incidenza sull' impresa, che trasferisce sull' acquirente l' onere fiscale. l' a. rileva che l' iva consente di ottenere un gettito rapido e che grava maggiormente sui redditi piu' bassi. l' a. ricorda quindi i regimi previsti dalla legge (normale, di esenzione, forfettario, semplificato) e ne illustra la disciplina. evidenzia alcuni limiti alla c.d. neutralita' dell' iva, che si manifestano nei casi in cui l' iva assolta sugli acquisti non puo' essere portata in detrazione. indica da quali tipi di fornitori il consumatore finale e l' operatore soggetto a regime normale avrebbero interesse ad acquistare. infine l' a. osserva che nei calcoli di previsione del fabbisogno finanziario, si deve considerare che l' impresa funge da esattore per conto del fisco, anticipando parte dell' imposta che incidera' sul consumatore finale. secondo l' a. l' iva, per la sua influenza sulla variabilita' del fabbisogno finanziario aziendale, potrebbe rafforzare la tendenza, gia' in atto, ad accrescere l' entita' del capitale fisso impiegato e diminuire l' incidenza del costo di manodopera sul volume d' affari.
schema di decr. delegato per l' istituzione dell' iva
Ist. dir. tributario - Univ. GE



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