| l' a. esamina natura e caratteristiche dell' iva, osservando che
trattasi di imposta generale sui consumi, che non si cumula, a
differenza dell' ige, nei costi di produzione e che e' sempre
proporzionale al prezzo finale di beni e servizi. il prelievo ha
luogo nelle singole fasi intermedie, ma non vi e' incidenza sull'
impresa, che trasferisce sull' acquirente l' onere fiscale. l' a.
rileva che l' iva consente di ottenere un gettito rapido e che grava
maggiormente sui redditi piu' bassi. l' a. ricorda quindi i regimi
previsti dalla legge (normale, di esenzione, forfettario,
semplificato) e ne illustra la disciplina. evidenzia alcuni limiti
alla c.d. neutralita' dell' iva, che si manifestano nei casi in cui
l' iva assolta sugli acquisti non puo' essere portata in detrazione.
indica da quali tipi di fornitori il consumatore finale e l'
operatore soggetto a regime normale avrebbero interesse ad
acquistare. infine l' a. osserva che nei calcoli di previsione del
fabbisogno finanziario, si deve considerare che l' impresa funge da
esattore per conto del fisco, anticipando parte dell' imposta che
incidera' sul consumatore finale. secondo l' a. l' iva, per la sua
influenza sulla variabilita' del fabbisogno finanziario aziendale,
potrebbe rafforzare la tendenza, gia' in atto, ad accrescere l'
entita' del capitale fisso impiegato e diminuire l' incidenza del
costo di manodopera sul volume d' affari.
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