| in questo articolo l' a. prospetta un nuovo approccio ai problemi
dell' unificazione monetaria europea, allo scopo di facilitarne l'
attuazione con la gradualita' realisticamente consentita dalle
circostanze. a tal fine egli propone di definire le grandi regioni
europee, indipendentemente dalle esistenti frontiere nazionali, e di
riunirle in due distinti gruppi, rispettivamente ad alta e bassa
attivita' economica. egli propone anche di differenziare
corrispondentemente la politica economica, in modo da poterne avere
una per ciascuno dei gruppi regionali. quella per le regioni a bassa
attivita' sarebbe affidata, finche' la comunita' non avra' acquistato
la "sovranita' fiscale", precipuamente a una nuova istituzione
creditizia: la banca europea multi-ruolo (bem). nell' esercitare l'
attivita' creditizia su scala adeguata per influenzare la congiuntura
nelle regioni a bassa attivita', la bem assumerebbe gradualmente
funzioni monetarie fino a costituire un sistema comunitario
"parallelo" di banca centrale. le passivita' della bem sarebbero
stilate in unita' monetarie europee (ume) e sarebbero emesse nella
forma di depositi e di banconote. la nuova moneta europea entrerebbe
e resterebbe cosi' in circolazione, accanto alle valute nazionali.
infine, negli ultimi paragrafi sono delibati alcuni problemi tecnici
del proposto sistema monetario dualistico, nel quale sarebbe lasciata
agli stati membri la facolta' di scegliere tra cambi fissi o
flessibili. si realizzerebbe in tal modo una soluzione di
compromesso, in quanto la flessibilita' sarebbe opzionale, regolata
dalla comunita', e parziale, data l' esistenza del metro monetario
comune, rappresentato appunto dalla unita' monetaria europea, accanto
alle monete nazionali che optassero per cambi flessibili.
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