| la pubblicistica mondiale, dice l' a., si occupa del problema della
"terza eta'" in modo irrilevante se confrontato con l' interesse che
suscitano le altre eta'. svariati sono i motivi alla base di questo
rifiuto di interesse, ma al fondo ne esiste, per l' a., uno radicale,
il silenzio sull' anziano e' il silenzio su cio' che ci attende, la
vecchiaia, la malattia, la morte. due sono gli orientamenti
metodologici che l' a. vede necessari per risolvere il problema della
"condizione anziana", considerarla in modo unitario con quella
adulta, scinderle significa emarginare la prima; comprendere che l'
emarginazione dell' anziano deriva dall' aver posto il rendimento
lavorativo e l' efficienza fisica come lo scopo della vita, e'
necessario, dice l' a., demistificare il successo economico,
esaminate le diverse teorie sull' emarginazione dell' anziano l' a.
conclude che il problema degli anziani non puo' risolversi
settorialmente, ma globalmente. occorre un atteggiamento politico che
stabilisca tra le diverse generazioni un tipo di esistenza non
concorrenziale ma complementare.
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